I "fact checker" e i dubbi di un lettore, a cui rispondiamo | Zaira Bartucca.it
RIFLESSIONI WEB

I “fact checker” e i dubbi di un lettore, a cui rispondiamo

Il sito “Z” ha ricevuto una mail da un lettore (che ringraziamo) in cui si chiedono lumi rispetto all’articolo “Informazione corretta, i Fact checker danno ragione a Rec News” e in cui si fanno alcune puntualizzazioni. Ecco parte del testo:

“Leggo con grande ritardo «Informazione corretta, i Fact-checker danno ragione a Rec News» – Redazione – aggiornato il Maggio 7, 2021 Visto che Vi dite «Lontani dal Mainstream», mi permetto di suggerirVi cautela nell’asserire che «i Fact-checker danno ragione a Rec News»: i «Fact-checker» sono in gran parte coloro che combattono a sostegno del Mainstream, contro l’informazione libera: p. es., NewsGuard ha molestato ripetutamente Maurizio Blondet, oltre che “condannare” VoxNews”.

La mail prosegue con delle dritte, di cui si terrà conto.

Venendo al dunque, il “fact checker” è – com’è noto – chi si occupa della verifica dei fatti. Una funzione che prima dell’avvento dei nuovi media e dei social network era affidata esclusivamente al giornalista. L’espressione, nell’articolo, viene utilizzata per descrivere il lavoro di indagine di un sito e di una giornalista, che ha ricostruito cosa si nasconde dietro agli attacchi strumentali rivolti a Rec News e ad altre testate indipendenti.

Con “Fact Checker”, dunque, non si intendevano gli squadroni finanziati dall’Ue, dal governo o dalle Big Tech per punire opinioni e critiche: di quelli si è occupato anche Rec News, chiamandoli con il loro nome. C’è per esempio il titolare di una lista di proscrizione che non può essere definito “fact-checker” (perché di professione fa il gioielliere), e poi ci sono i comunicatori di sistema che fanno un “fact-cheking” strumentale alle richieste dei loro committenti, che non tiene conto nemmeno lontanamente dei fatti. Per dirla in un altro modo, intascare finanziamenti, bonifici e “donazioni”, partecipare a task force finanziate dalla politica non dà la patente di “fact-checker”, tantomeno l’utilizzo improprio di questa espressione può convincere un giornalista ad utilizzarla per chi non la merita affatto.

Veniamo, per concludere, a quel “Vi dite lontani dal Mainstream”. Rec News non si limita a descriversi come lontano dal mainstream ma, semplicemente, lo è. Allo stesso modo, è lontano dagli anti-sistema di facciata, quelli che lavorano per inquinare il panorama dell’informazione indipendente con verità sommarie, allarmismi, sonore bugie e fiumi di propaganda. Rec News è un sito indipendente e libero, che può davvero dirsi tale perché è completamente auto-finanziato, e in nome della sua autonomia rifiuta donazioni e forme di finanziamento private e pubbliche.

Nella sua linea editoriale, inoltre, non c’è spazio per gli articoli che fanno pubblicità a partiti vecchi e nuovi, alle loro iniziative e alla loro campagna elettorale, perché l’unico obiettivo che la testata asseconda è quello di far rivivere l’indagine giornalistica come metodo di lavoro, dunque mettere a disposizione del lettore un numero crescente di inchieste che possano fungere da strumento per contribuire a far comprendere la società che ci circonda. Ci sono poi le segnalazioni, cui si continua a dare ampio spazio nella convinzione che il ruolo del giornalista sia anche quello di aiutare il cittadino che viene privato dei suoi diritti o che è vittima di ingiustizie. Questo il mainstream accomodato sui comunicati stampa o sull’esternazione di questo o quel leader politico, purtroppo non lo fa più e – dunque – Rec News si sente a buon diritto lontano da un modo di fare informazione che non gli appartiene.