Non ci sono mai state così tante buone ragioni per sperare | Zairabartucca.it
RIFLESSIONI

Non ci sono mai state così tante buone ragioni per sperare (e per scegliere di fare)

Non ci sono mai state così tante buone ragioni per sperare. La frase può sembrare strana se si pensa alle serrate dei negozi, alla crisi economica, al clima da seconda guerra mondiale, ai diritti che qualcuno sembra aver dimenticato. E invece no. In tutta la storia contemporanea, non c’è un momento in cui ci sia stato motivo di essere più allegri. Fiduciosi. Incoraggiati e coraggiosi. Perché? Perché per la prima volta si va diffondendo una consapevolezza mai vista prima, che tocca diverse fasce sociali e persone di varia estrazione.

Non ci sono più addetti ai lavori e pubblico: a volte il cosiddetto “uomo comune” è più informato e formato del professore abituato a frequentare i salotti televisivi, sa leggere con senso critico e la giusta dose di diffidenza quanto gli viene detto dai media di massa, e sa rapportarlo nel giusto modo alla realtà circostante.

Per la prima volta, il velo è caduto svelando il modo di fare delle sfere alte. C’è un interesse comune, e poi c’è un modo sistematico per violarlo, forti di secondi fini e di interessi particolari. Questo hanno fatto negli ultimi decenni gli amministratori che si sono mischiati alle aziende e alle multinazionali fondendo i confini, lasciando poco o nullo spazio alla vocazione originaria di un ruolo da ricoprire con dedizione verso il cittadino e le sue necessità.

Ed è proprio il cittadino che quando tutto sembrava perso si è svegliato, si è alzato, ha detto basta. Protestando, raccontandosi e raccontando, rigettando un sistema avvertito finalmente come falso e dannoso. Ma capire, comprendere, sapere, non è altro che il primo passo. L’Abc. E’ pronunciare la propria prima parola, senza poter fare un discorso di senso compiuto. Per arrivarci, ai discorsi, serve un lavoro costante da fare su sé stessi che passa dall’arricchimento culturale, dalla divulgazione, dalle scelte consapevoli e, ovviamente, dal mettersi in gioco in prima persona.

Non ci sono attori e spettatori, ma solo attori. E non ci sono più scuse per non fare: il grande risveglio, la presa di coscienza comune che molti aspettano, avverrà solo quando con un processo di consapevolizzazione ampio. Ecco perché il contributo di ognuno è importante. C’è chi si è messo in gioco divulgando sui social, aprendo un blog, organizzando una manifestazione, facendo volantinaggio, fondando un sito o un partito. Tu cosa farai?